Tutto l’amore che ci possiamo mettere

Quanto amore ci è voluto per superare il lockdown? Non so a voi, ma a me ne è servito tantissimo. Non pensavo nemmeno di averne così tanto dentro.  Così tanto amore da tenerci in equilibrio, da accarezzarci tra di noi, tenerci per mano, ascoltarci con attenzione. E nello stesso tempo saperci lasciare da soli. E sapere stare da soli. 

Abbiamo affrontato i nostri mostri più grandi. Ma anche i sentimenti più profondi, quelli dal cuore grande e quelli dal cuore stretto. I punti scuri e le risate fino alle lacrime. E potevamo stare solo fermi nell’istante per stare bene per davvero. Fermi immobili in un frammento di tempo regalato solo a noi stessi. 

Io non ho litigato con nessuno durante il lockdown. E non ho mai amato così tanto. Salve qualche stronzo incontrato lungo la via – inevitabile. Ma davvero, davvero, poca cosa in confronto all’energia liberata tra gli umani quelli belli. (E comunque ho provato a non odiare nemmeno gli stronzi) 

Ma ora che siamo apparentemente liberi nei corpi, riusciamo a essere liberi nelle menti? Riusciamo a seguire quel senso di istintiva cura di noi che abbiamo imparato a coltivare per riuscire a sostenere la nostra sola compagnia? 

Fa una paura fottuta essere liberi. Ma è l’unico modo che abbiamo per salvarci. 

The mind-forg’d manacles le chiamava Blake in London mentre cercava il punto di equlibrio tra Innocenza e Esperienza nelle sue Songs of Innocence e Songs of Experience. 

Con il conteggio dei morti, i canti sul balcone, il commento ai canti sul balcone, eravamo tutti evidentemente travolti dallo stesso insolito destino. Ora se non ce lo diciamo chiaramente rischiamo di restare nel dubbio che non sia vero tutto questo sentire. Che sia solo nostro. 

E invece se aguzziamo il cuore e ascoltiamo bene intorno a noi possiamo sentire che è tutto vero. Che tra paura e sogno abbiamo tutti il terrore di restare paralizzati mentre passa un’estate indimenticabile. Perché nella paura abbiamo vissuto forse i sogni più belli. Perché erano i sogni che ci sceglievamo per vivere, non per sopravvivere.

E ora dobbiamo alla parte di noi che è sopravvissuta di dare corpo a quei sogni. E nello stesso tempo rischiamo di non seguire quei sogni ora che siamo avvolti dal canto delle sirene. 

Ma se aguzziamo il cuore e le orecchie forse ci possiamo ricordare che nel silenzio della nostra prima Quarantena avevamo imparato a riconoscere il ritmo basso più potente. Quello che non possiamo più fare finta di non avere sentito. 

E anche se abbiamo paura di restare lí sospesi tra paura e sogno forse vale la pena seguire quel ritmo. Che poi è lo stesso che sentono anche gli altri. 

E l’unico modo che abbiamo per farcela è continuare a metterci tutto l’amore possibile. 


*** 
Credits: 
London, William Blake 
The Mind-forg’d Mannalcles of William Blake – di Elizabeth Whitney
The Summer is magic – Corona – 1994
Don’t change – INXS – 1982


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