storia dal confine orientale

Cluj- Transilvania- Romania

Qualche minuto, per un appunto mentale. Per ricordare una giornata in cui, nell’ultima ora dedicata al mio lavoro di ufficio, ho provato una profonda felicità.

Per un’ora ho potuto serenamente viaggiare ai confini dell’Europa. Ho viaggiato nella storia dei daci, il popolo che resistette più di tanti altri all’avanzata orientale dell’impero romano. Ho riletto la fine del dittatore Causescu, giustiziato il giorno di Natale del 1989. Era quel confine che non ho mai studiato abbastanza tra la fine della guerra fredda e l’inizio dello scontro di civiltà. Nemici costruiti, decostruiti, ricostruiti. Perché, non so perché, ma un nemico nella storia del pezzo di mondo dove sono nata è sempre necessario.

Ho viaggiato fino in Transilvania, famosa per Dracula, ma soprattutto intreccio tra Romania e Ungheria. Uno degli affascinanti miscugli d’Europa. La sede della seconda università più importante del paese.

La mente vagava tra immaginarie cupole gotiche. E costruiva l’intervista di domani mattina.

E l’associazione libera andava avanti oltre l’orario di chiusura. Pedalando verso casa, il corpo concentrato sulla strada, una voce nella testa. I gradini di una chiesa, i fuochi delle guardie russe, la Prospettiva Nevski di Battiato.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=cjqFGCWtN6I]

La straordinaria forza delle parole. La fortuna di poterle rincorrere e assemblare.

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

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