Una storia siciliana

Sono passati tre mesi da quando ho lasciato Palermo. Quella Palermo per la cui bellezza ancora mi commuovo. Mi stringo a me quando penso alla Cattedrale dalle luci gialle che si staglia nel cielo blu notte. O al caldo abbraccio intrecciato dei ficus di Piazza Marina, mentre me ne sto lì a guardare il cielo rosa e mari di rondini.

Cortile interno del centro storico di Palermo, Palazzo Cutò
E un’emozione mi ha pervasa oggi, quando ho aperto la posta elettronica e ho trovato una mail collettiva di Serena. Amica e proprietaria del negozio di detersivi alla spina Usasfuso di piazzetta del Messinese che già mi aveva entusiasmata quest’inverno, tanto da realizzare un’inchiesta di approfondimento per Fai Notizia.

La mail di Serena racconta della Palermo che più mi dispiace aver abbandonato. Chi ha voglia si prenda il tempo di leggerla. Scoprirà l’intreccio tra i luoghi storici della città come Palazzo Steri, un’iniziativa culturale come Una Marina di libri  e l’attivismo delle persone coinvolte in un particolare centro commerciale, chiamato semplicemente Piazza Marina e dintorni. Dimenticate l’aria condizionata e la ripetitività dei prodotti. E iniziate ad annusare l’aria.

Vi voglio raccontare una storia

Serena – Usasfuso

Vi voglio raccontare una storia, una storia di Palermo.
Ma non quella Palermo che siamo abituati a guardare con un certo distacco, una certa disapprovazione, un certo sdegno ma quella Palermo civile, colta, aggraziata, allegra, elegante, quella Palermo possibile!

L’ho vista! L’ho vista non molti giorni fa, l’ho vista come l’avevo immaginata. La sorpresa era che accadeva…semplicemente, “solo” grazie all’impegno e alla collaborazione di alcuni tra donne e uomini che la amano davvero tanto questa città e ce la fanno amare attraverso le loro iniziative che fanno tanto bene allo spririto e ci infondono così tanta fiducia.

L’ho vista in occasione di un evento, la terza edizione di Una marina di libri, al Palazzo Steri, nel cuore del centro storico in uno dei posti più belli della città.

L’ho vista nelle immagini che ci ha regalato questo evento che già nelle sue prime due espressioni aveva riscosso un notevole successo ma solo quest’anno ha raggiunto nei giorni  UNO,DUE E  TRE GIUGNO il suo apice  in termini di bellezza e fulgore. L’ho vista nella soddisfazione che leggevo nei volti delle persone che “galleggiavano” in questa dimensione  eterea e  terrena insieme, tra libri, parole, discorsi, concerti,  bambini, colori, artisti, bancarelle, gallerie d’arte, e che vagavano con aria spensierata in un insieme armonioso, allegro ma composto.

In alcuni orari era quasi impossibile camminare tra “le stradine” del palazzo Steri ma ciò che allietava anche quei pochi minuti trascorsi in fila per passare era la musica, quella degli strumenti e quella delle voci delle persone che commentavano ciò che avevano acquistato, trovato, guardato o cio’ che stavano per fare.

L’ho vista poi nella forza di una donna, Maria Giambruno, la promotrice e organizzatrice della Manifestazione, la stessa donna che un giorno, poco dopo avere timidamente “acceso le nostre insegne” e aver dato inizio alla nostra avventura in un quartiere che pensavamo un po’ ostile, un po’ estraneo alle nostre idee, ha aperto le porte del nostro negozio e ci ha invaso col suo entusiasmo. Aprendo la nostra porta ci ha spalancato un mondo , fatto di idee, di progetti, e di una “marina” di cose da fare…

Ci ha fagocitato idealmente e fisicamente nel già nostro centro commerciale naturale Piazza Marina e dintorni che incarna e rappresenta in pieno lo spirito della sua fondatrice.

In punta di piedi ci siamo “infilati” in questo grande contenitore dove ci si sta dentro tutti e dove siamo stati accolti e voluti dal primo momento.

Dove ci siamo sentiti partecipi  nonostante fossimo gli ultimi arrivati.

Di questo ringraziamo Maria, il Consorzio, Nicola e tutti coloro che hanno materializzato, attraverso il C.C.N. e le sue iniziative, quello che credevamo fosse solo una speranza.

Invece la nostra Palermo, quella che ci piace , c’era, vi assicuro, io l’ho vista! e l’ho vista insieme alle 30.000 persone che erano con noi a cantare e a ballare in quei giorni nel cortile grande dello Steri.

Continuo a credere, e Maria me lo ripete da quando l’ho conosciuta, che Palermo possa crescere attraverso il proprio territorio di cui il C.C.N. è un’ espressione spontanea e sana. Purtroppo il tempo che viviamo ci impone una reinterpretazione veloce e lungimirante dei sistemi di sviluppo. Ripartire dal territorio e’ la strada che abbiamo davanti e che dobbiamo percorrere con corraggio e determinazione per trasformare ciò che persone talentuose e motivate hanno creato prima di noi in una occasione concreta, in una vera opportunità! Penso che ci sia ancora tanto lavoro da fare ma sono convinta che, senza disperdere le energie e raccogliendo le spontanee sinergie che caratterizzano il Consorzio, NON FERMARSI sarà più facile e NON SOTTRARSI sarà l’orgoglio di ognuno di noi.

Serena e Riccardo di Usasfuso

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

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