Stay un-tuned

pinne maschera boccaglio
credits: Storie fatte di parole

Messaggio “Out of office” impostato. Niente di divertente quest’anno, un semplice annuncio: non ci sono, non mi cercate, non vi rispondo. Ho addirittura cambiato il mio mini-profilo su twitter: se non rispondo non sono maleducata o scarsamente sconnessa, peccato originale di chi lavora con questi affari che si chiamano social media. Sono semplicemente in vacanza. Non importa dove andrò, con chi sarò, quante fotografie scatterò, quante parole annoterò – se le annoterò – sul mio taccuino. Vado e mi disconnetto.

Come una nuotata in superficie, con le pinne, la maschera e il boccaglio, voglio osservare me stessa dall’alto. Senza notifiche, trackback, feed e retweet. Senza mail a cui dover rispondere: ho l’attenuante, un delicato messaggio out of office.

Infinite Jest, ricomincio da qui

Nello zaino ci sarà Infinite Jest. L’ho arbitrariamente diviso in due parti. Uno dei libri più lunghi e intrecciati della storia della letteratura contemporanea. Talmente lungo che la prima metà l’ho letta l’estate scorsa. Ma se David Foster Wallace si è permesso di tirare sceme generazioni di lettori, credo che non si dispiacerà se col suo libro ci faccio quello che voglio.

Lettura di emergenza: Point Lenana (Wu Ming 1 e Roberto Santachiara, Einaudi, 2013). Che mi ha convinta un consiglio estemporaneo e una frase della scheda di presentazione:

Qualcuno ha detto: la vita è quel che che ti accade mentre cerchi di fare altro. Quei «falliti» siamo noi, noi che mal sopportiamo le interruzioni. «Fallito» è chi scrive queste righe: che siamo alpinisti o scrittori (e a volte siamo entrambe le cose), artisti o viaggiatori, noi non riusciamo a farci comprendere, abbiamo la testa scoperchiata e il cielo dentro, vorremmo disertare il dover vivere, chiedere asilo nel mondo alternativo che ogni tanto visitiamo, ma non si può, perché la vita è altro, la vita è quel che irrompe e spezza il filo dei pensieri, dei sogni a occhi aperti.

Libri consigliati

Tutti, tanti, si dilettano con i consigli di lettura per le vacanze. Non mi permetterei mai. Ma ho letto due bei libri in questa mezza estate. E credo che valga la pena dedicare loro qualche ora.

  • Confessioni di un sicario dell’economia (John Perkins, Minimum Fax o BeatEdizioni): meglio di un trattato di geopolitica, o di economia internazionale. Meglio di Dan Brown. Una storia vera, scritta da una penna scorrevole e intelligente.
  • L’abbandono (Pier Vittorio Tondelli, Bompiani): ne ho già scritto [Tempo di lettura]. Ma vale la pena ricordare che è l’ultimo libro di un grande scrittore. Assemblato da lui medesimo, pubblicato dopo la sua morte. Un viaggio negli anni ’80, un ponte sugli anni ’90. Con tanto di colonna sonora e cartoline e diari di viaggio.

Colonna sonora

Perché se anche questo è stato l’anno del Manuale per viaggiatori solitari, a volte capitare di stare bene in due.

Ci si riconnette a settembre. Forse 🙂

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

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