Stati Uniti: gente che lavora nei caffè, immigrazione in puntini e NYT – God Save The Link/16

Puntata a tema: il 36% di chi lavora in un coffeshop di Venice non è uno scrittore, i cinesi negli Stati Uniti sono arrivati nel 2000 e i motivi per cui i lettori del New York Times pagano per i contenuti. Puntata numero 16.

Procedo sempre più spedita in direzione del mio obiettivo: 100 puntate di God Save The Link.

Ecco gli articoli di oggi.

Cosa fa la gente che lavora nei bar di Venice

Se si gironzola in orario “di ufficio” per le cittá degli Stati Uniti si nota una gran quantitá di persone che lavorano sedute ai tavolini dei bar. Due startupper, Tristan de Montebello e Andrew Bar, un bel giorno si sono messi d’accordo e alle 12.30 hanno iniziato a chiedere a tutti gli avventori del Deus Ex Machina di Venice cosa stessero facendo. Hanno scoperto un imprenditore che commercia telecomandi per anziani con l’Australia, un tizio che fa fundraising per un’associazione di ginnaste, un fotografo che edita ritratti, uno che se ne sta lí a guardare le persone. What are people working on in coffeshops è una lettura carina per scoprire una dinamica del quotidiano lavorativo che caratterizza un pezzo di mondo.

La mappa interattiva dell’immigrazione negli Stati Uniti

Mentre l’Europa è sempre più il crocevia dei flussi migratori si sente spesso il mantra “quando i migranti eravamo noi”. Su Rivista Studio hanno pubblicato la mappa che ho usato nell’immagine del post Facebook qui sopra, intitolando il post 200 anni di emigrazione negli Stati Uniti in una mappa. Dura 1 minuto e 40. La fine dell’800 vide la prevalenza degli immigrati provenire da Irlanda, Germania e Regno Unito. Gli anni ’30 sono gli anni di Italia, Russia e Ungheria. Gli anni ’70 dominati da Messico, Filippine e Cuba. Chi sa la storia probabilmente può aiutarmi a connettere i puntini della mappa con la cronologia del mondo.

Perchè le persone pagano per leggere il New York Times

Ancora una volta una fonte via Medium. L’articolo è del direttore editoriale di NYT Global. Una lunga e dettagliata panoramica su come si è evoluta la gestione, creazione e cura delle notizie dagli anni ’80 oggi. Mentre il numero dei giornalisti professionisti diminuisce, cresce il peso delle agenzie di stampa e dei social network e aumenta la disponibilitá  di contenuti gratuiti, come ha fatto il New York Times a raggiungere 1,2 milioni di persone “paganti”? La risposta veloce è un’offerta basata su: buona dieta informativa, contenuti coinvolgenti, informazione utile. Ma nel pezzo c’è molto di più. Compresa la storia del pezzo intitolato Fraying at the edges: l’autore ha affiancato la protagonista di questa storia di Alzheimer per 20 mesi.

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

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