Elezioni e povertá in venti minuti

Cosa hanno in comune la West Virginia e il nord dell’Inghilterra a poche settimane dalle elezioni americane? Due video documentari per capire meglio i pronostici.

Manca meno di un mese alle elezioni presidenziali americane. Per il momento sembra che Hillary Clinton sia in vantaggio di 5 punti percentuali rispetto a Donald Trump. O almeno questo è quello che leggo sulla pagina dedicata ai sondaggi pre-elettorali del New York Times.

Hillary Clinton in testa ai sondaggi sulle elezioni americane
Fonte: New York Times – 15 ottobre 2016 – ore 12.03

Questa prospettiva potrebbe sembrare incoraggiante per chi preferirebbe una politica del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America non basata su una retorica razzista e demagogica.

Ma oggi, a poche settimane dalle elezioni americane, voglio fermare qui qualche appunto. Nella speranza scaramantica che non mi serva mai a spiegare una vittoria di Donald Trump.

La foto che vedete qui sotto è un estratto di un articolo del giornale inglese The Telegraph, datato 20 giugno 2016. Tre giorni prima del Referendum in cui i cittadini britannici  venissero consultati sulla permanenza o meno del Regno Unito nell’Unione Europea la percentuale di votanti favorevole al Remain sembrava essere superiore a quella del Leave. Quella Brexit che ancora non si sa come si concretizzerá, ma che ha creato una surreale e a tratti inquietante confusione.

Sondaggi Brexit e Sondaggi Elezioni Presidenziali Americane
Uno dei sondaggi precedenti al Referendum sulla Brexit pubblicato dal Telegraph.

Il risveglio dopo il Referendum è stato un grande scossone. Il Leave ha vinto nettamente. Lasciando senza parole soprattutto i tanti cittadini dell’Unione Europea che hanno scelto Londra come casa.

Se fate un giro sul web, non mancano certo le analisi che cercano di spiegare i risultati del Brexit Referendum. Ognuno per settimane ha detto la sua, dando la sua personale interpretazione.

Personalmente ritengo che il ruolo dei media nel Regno Unito sia stato fondamentale nella definizione del risultato. E questo è confermato anche da un rapporto recentemente pubblicato dal Reuters Institute for the Study of Journalism in cui si dimostra come il lavoro di informazione sulle posizioni referendaria sia stato fortemente sbilanciato a favore del Leave.

Il rapporto conferma anche come la chiave “economica” sia stata la piú utilizzata nello spiegare le differenti posizioni nella fase pre-elettorale.

E proprio questa predominanza del discorso economico, mi serve a introdurre i video che vi ho promesso nel titolo.

Con il primo video andiamo nel nord dell’Inghilterra. La giornalista Sheena Sumaria ha visitato la cittadina di Stainforth, un tempo fiorente miniera di carbone e ora uno dei posti più poveri del Regno Unito. Il breve documentario raccoglie le voci dei cittadini di Stainforth che hanno votato in grande maggioranza a favore dell’uscita dall’Unione Europea.

Why we voted leave: voices from northern England from Guerrera Films on Vimeo.

E ora il secondo mini-documentario. Siamo ancora in una piccola cittadina. E anche qui il carbone è stato fonte di ricchezza. E ora è diventato fonte di povertá. Ma questa volta non siamo in Inghilterra. Siamo in West Virginia, Stati Uniti, nella contea di McDowell: la contea che più di qualunque altro luogo degli Stati Uniti ha sostenuto Donald Trump durante le primarie dei Repubblicani.

Vale la pena prendersi venti minuti per guardare questi due video, adesso. Perchè è in questa interesezione tra povertá e artificio mediatico che si gioca il futuro degli Stati Uniti. Ma anche il futuro di questo nostro mondo.

E a volte dai nostri osservatori comodi e privilegiati, dalle nostre rassicuranti filter bubble, rischiamo di dimenticarci che la pancia e la rabbia delle persone sono facili da convincere con la demagogia. Quella stessa demagogia che poi rischia di autodistruggersi alla prima vittoria.

Guarda la puntata di God Save The Link, il programma che curo su Livestreaming Italia tutti i lunedi alle 18.00

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e Client Success Manager con Scribblelive.

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