Scrittori e musicisti migranti – Audio 1

[I podcast sono in fase di elaborazione, intanto puoi scaricare l’audio e ascoltarlo in un secondo momento]

Avevo un proposito per il 2014: aprire una sezione audio del blog. Avrei potuto aspettare, ma ho deciso di riadattare a me stessa l’antico adagio, “non rimandare a gennaio quello che puoi fare a dicembre”.

Perché inserire degli audio in un blog che è sempre stato prettamente testuale? Per tre motivi:

  1. Perché il mio primo stage, vale a dire la mia prima esperienza professionale adulta, l’ho fatto nella redazione del sito internet di una radio. [Radioradicale.it]
  2. Perché due dei miei film preferiti dell’adolescenza avevano come co-protagonista rumorosa una radio libera. I film erano Radiofreccia e I Cento Passi. L’immaginario di persone solitarie, rinchiuse in una stanza con pochi strumenti di fortuna che cercano di propagare le loro idee oltre i confini di altri mezzi di comunicazione mi ha sempre affascinata.
  3. Perché da uno dei principali osservatori sui media, il Nieman Journalism Lab di Harvard, arriva per il 2014 un invito a osservare come le persone hanno sempre più spesso le cuffie nelle orecchie e magari non stanno ascoltando la musica [Breaking audios out of radio’s boundaries]

Les supergriotsQuindi in questo primo audio esperimento di Storie fatte di parole ascolterete un po’ di musica e sentirete parlare di una scrittrice somala che scrive in italiano e di una band di sei musicisti, tre senegalesi e tre italiani, che si sono incontrati per caso al binario 5 della Stazione di Pisa. E da lì hanno fondato Les Supergriots, band con cui stanno cercando di pubblicare il loro primo album. Col crowdfunding, ovviamente. 

Buon ascolto.

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

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