Saturazione

Abel Gance’s J’Accuse (1919), a politically and stylistically daring anti-war drama

Sono tornata a vivere a Milano. Forse.

Forse, perché pensavo- ingenuamente lo so- che qui sarebbe stato un po’ più facile trovare un lavoro. Un lavoro di qualunque tipo: part time, full time, partita iva, consulenza, …

Pensavo – ingenuamente lo so- che qui quando mandi una mail personalizzata, intensa, ricca di contenuti almeno puoi sperare di essere ritenuta degna di una risposta. Non dico di un appuntamento per un colloquio, ma di una cordiale risposta.

E invece nulla.

E lo so che questo post è ingenuo. Che i cinici mi diranno ben tornata in Italia, ben arrivata nel 2012, benvenuta nel mondo della crisi economica. E gli analisti mi diranno che ci sono fior di dati sulla disoccupazione giovanile. E gli umani mi diranno “non sai che c’è gente che arriva fino a suicidarsi”. E gli “indignados” e gli “occupyanti” di tutto il mondo si rivolgerebbero a me dicendomi “per che cosa credi che stiamo lottando”.

So tutto questo. Ma so anche che voglio poter avere il diritto a sognare. Il diritto a progettare la mia vita, a mettermi da parte qualche soldo, a sistemare una casa, a viaggiare e vedere il mondo. Il diritto a vivere una storia d’amore completa e totale senza dover litigare ogni volta che i sogni non si possono nemmeno sognare.

E non rivendico diritti senza essere consapevole dei doveri. Sono consapevole del fatto che nella vita bisogna farsi il culo. Ma il culo te lo devono lasciar fare. Altrimenti non è calvinismo, è ipocrisia. Altrimenti non è a self-made life, ma è una gentile concessione. Ipocrita anch’essa.

Non mi sono mai tirata indietro nella lotta, nel tempo, nell’entusiasmo. Ma oggi mi voglio sfogare. E lo faccio scrivendo. Non cambierà nulla. Ma, ancora una volta, resterà una traccia.

Se ormai ci dobbiamo accontentare di piccoli segnali volatili in una rete che sceglie se raccoglierli o meno, dobbiamo anche cercare di nuotare senza restare impigliati in questa rete.

E a quelli delle vecchie generazioni lo dico senza sembrare una piccola Edipo incazzata: è tutta colpa vostra.

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