Quante volte rivivresti la stessa giornata?

Anni fa ho scoperto la parola tedesca Treppenwitz. Vuol dire “trappola delle scale”. Hai presente quando esci da una riunione, un appuntamento, un incontro, e all’improvviso ti vengono in mente i mille modi in cui avresti potuto argomentare un concetto, rispondere a una critica o a una provocazione, uscire a testa ancora più alta. Ecco, a me succede spessissimo. E quando lessi l’articolo Dodici parole tedesche che non esistono in italiano di Arturo Robertazzi fui felice di sapere che ero talmente poco sola nel trovarmi in quella situazione che esisteva addirittura una parola per descrivere la sensazione.

E cosa succederebbe se esistesse una piccola magia che ci permettesse di tornare indietro all’istante esattamente precedente a quello in cui cervello e lingua hanno smesso di essere collegati e l’emozione si è infilata a fregare il pensiero?

E cosa accadrebbe se potessimo, quasi senza vincoli, tornare indietro nel tempo a rivivere quei momenti che ricordiamo con dolce malinconia? Un abbraccio infantile, una partita di calcio tra sorelle, una chiacchierata in sala con Bruno, mentre tu stai appollaiata sullo sgabello del pianoforte e gli racconti cosa vuoi dal mondo, mentre lui ti ascolta e ti aiuta a trovare una bussola che ti possa accompagnare nel mondo quel giorno e negli anni a venire. O quei giorni in cui ricordi nitidamente di aver scelto una via e non un’altra per la tua vita. Che non c’è rimpianto. Perchè non sei stata progettata per i rimpianti. Ma una netta consapevolezza, da maneggiare con cautela.

Tutti questi “cosa accadrebbe se” sono racchiusi con armonia e delicatezza in About Time, film di Richard Curtis del 2013. Ho pianto tantissimo nel guardarlo.  Piango solo per i film e le serie tv. Da piccola avevo la lacrima molto più facile. Ora mi servono abbondanti dosi di fiction. Ho pianto e sorriso. Perchè il film ha quell’ironia e quella dolcezza delle commedie british. La recensione di About Time apparsa sul Guardian non ne tesseva certo le lodi. Ma del resto i film, cosí come i libri, sono anche quello che dicono proprio a te.
A me questa versione del Carpe Diem, della vera felicitá che sta nel vivere il momento, e del sogno di poter correggere le imperfezioni della vita ha lasciato un bel sapore nel cuore. E la nostalgia per le persone che non posso più abbracciare. E che non ho abbracciato abbastanza.

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