Onesto giornalismo embedded e altre storie | God Save The Link/13

Un bel reportage embedded, un account da seguire su instagram e le riflessioni di uno scrittore inglese in Italia.

La puntata di oggi di God Save The Link parla di giornalismo, scrittura e onestá. Sarebbe dovuta andare in onda ieri, ma ho passato la giornata a saltare da un treno all’altro in Olanda, sotto un sole tropicale. E non sono riuscita a fermarmi. Per fortuna la registrazione è salva e la trovate qui: Cose da leggere oggi #giornalismo e #scrittura.

Cos’è il giornalismo embedded?

 

Ansa.it - In Siria: embedded. Il reportage dell'inviato Ansa
Ansa.it – In Siria: embedded. Il reportage dell’inviato Ansa

Con il termine di giornalismo embedded si intende il giornalismo che nasce dall’invito fatto da una delle parti in causa in un conflitto a prendere parte a un tour organizzato per una o più testate internazionali. Molto del giornalismo di guerra nasce in questa maniera, inevitabilmente facendosi portatore di un punto di vista molto specifico, spesso, troppo spesso, non dichiarato. Il giornalista dell’ANSA Mattia Bernardo Bagnoli ha partecipato a uno di questi viaggi in Siria organizzato dall’esercito russo. E il suo pezzo è uno degli articoli più onesti che mi sia capitato di leggere. Spiega cos’è il giornalismo embedded, ma anche la Siria vista da quel punto di vista.

News su Instagram

Ieri ha spopolato la notizia del redesign di Instagram. Da canale per foodie e viaggiatori, sono sempre di più le aziende e le testate e gli individui che stanno sfruttando le caratteristiche di Instagram: la differenza di formati visivi che si possono utilizzare, ma anche la parte testuale. Ci sono alcuni account interessanti da seguire per chi vuole restare informato sul mondo. Nella trasmissione di oggi ho segnalato BBCNews (www.instagram.com/bbcnews). Hanno principalmente due format: pillole video ed infografiche.

Expat, quale lingua per la scrittura?

Sono italiano, ma vivo in un paese in cui si parla quotidianamente inglese. Sono inglese, ma vivo in Italia. Sono italiano e vivo a Berlino. Come cambia la mia scrittura? Quale lingua scegliere? Qualche anno fa il mio amico blogger Arturo Robertazzi aveva scritto Pensare in una lingua e scrivere in un’altra: i 12 vantaggi del vivere all’estero per uno scrittore. Ricordo che il tema mi aveva appassionata molto. Ero appena tornata a vivere in Italia dopo un anno a Londra e mi sembrava di non saper più scrivere né in italiano né in inglese. In realtá si tratta di cicli e percorsi. E il modo migliore per trarne beneficio è analizzarli. Un po’ come fa lo scrittore inglese Tim Parks nell’articolo pubblicato dal The New York Review of Books, nell’articolo intitolato “Come l’Italia ha migliorato il mio inglese”.

Appuntamento a domani con l’ultima puntata della settimana di God Save The Link. E se volete condividere qualche idea, suggerimento, spunto, beh, lo spazio dei commenti è a vostra disposizione.

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

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