Ancora quelle navi

Credits: Virginia Fiume - Stanley Park
Credits: Virginia Fiume – Stanley Park

“Ma come era venuta, a Erodoto, quella passione? Forse tutto era cominciato da una di quelle domande che fanno i bambini: “Da dove arrivano le navi?”. Giocando con la sabbia in riva al mare, i bambini vedono improvvisamente spuntare all’orizzonte una nave che, venendo verso di loro, diventa sempre più grande. Ma di dove viene? Sono domande che di solito la maggior parte di essi non si pone. Di tanto in tanto però ce n’è’ uno che, costruendo il suo castello di sabbia, chiede: “Ma di dove arriva quella nave? Quella linea lontana sembrava la fine del mondo: possibile che dietro di essa ci sia un altro mondo e, dietro, un altro ancora? e di che mondi si tratta?”. Il bambino comincia a cercare una risposta e, una volta diventato grande, la cerca con sempre più insistenza e curiosità.

La risposta sta in parte nel viaggio stesso, nello spostarsi, nel cammino. Il libro di Erodoto è un libro nato dai viaggi: il primo grande reportage della letteratura mondiale. Il suo autore possiede l’intuito, l’occhio e l’orecchio del reporter. Ha una resistenza a prova di bomba: naviga per mare, traversa steppe, si addentra nei deserti, sempre tenendo il resoconto di tutto. Non si lamenta per la stanchezza, niente lo scoraggia, niente gli fa paura.

Che cosa lo guida quando, impavido e instancabile, si lancia nella sua grande avventura? Forse l’ottimistica convinzione, in cui noi moderni non crediamo più, che il mondo si possa descrivere.
[…]

Erodoto viaggia per rispondere al bambino che chiede: “Da dove arrivano le navi che spuntano all’orizzonte? Se quello che vediamo laggiù non è il confine del mondo, vuol dire che ci sono altri mondi? E come sono?”. Quando sarà grande, avrà voglia di conoscerli. Meglio però che non cresca del tutto e che rimanga in parte bambino: solo i bambini sanno porre domande importanti e sono davvero curiosi di sapere.

Erodoto, infatti, va alla scoperta dei suoi mondi con l’entusiasmo e la passione di un bambino. La sua scoperta principale è che i mondi sono molti e tutti diversi. Che sono tutti importanti e che bisogna conoscerli, poiché le altre culture sono specchi che riflettono la nostra, permettendoci di capire meglio noi stessi. E’ impossibile definire la propria identità finché non la si è confrontata con le altre.

Ecco perché Erodoto, dopo aver scoperto la cultura degli altri come specchio nel quale rifletterci per comprenderci meglio, ogni mattina, instancabilmente, torna a mettersi in viaggio.”

Kapuscinski reporterIl Libro

Ryszard Kapuscinski
In viaggio con Erodoto
2005, Feltrinelli

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

2 comments: On Ancora quelle navi

  • Affascinante ed evocativo. Solo una nota: “Non si lamenta per la stanchezza, niente lo scoraggia, niente gli fa paura” è una balla. Qualche volta anche Erodoto secondo me… Oppure sto commettendo l’errore di pensare di saperne qualcosa di esploratori, e invece non ne so nulla!

    • Hai ragione Marco. Quel passaggio anche a me lascia perplessa: il viaggiatore ha spesso tanta paura. E anche il migrante. Forse l’importante è saperlo e riconoscerla. Affrontarla è una fatica quotidiana.

Leave a reply:

Your email address will not be published.

Follow

Get every new post on this blog delivered to your Inbox.

Join other followers: