Marco Pannella: 3 cose da leggere | God Save The Link/17

Tre cose da leggere per orientarsi nel fiume di e su Marco Pannella. Una timida prospettiva nella diciassettesima puntata di God Save The Link.

Puntata davvero speciale di God Save The Link oggi. Non solo la mia prima volta in diretta su Facebook, non solo la mia prima seconda volta dalla pagina di Livestreaming Italia, ma anche la grande emozione di dedicare del tempo in pubblico a Marco Pannella.

Chi mi conosce sa che tanto tempo negli anni recenti l’ho passato come Radicale, come iscritta a Radicali Italiani, come militante a Milano e anche un po’ a Roma, tra uno stage a Radio Radicale e un’esperienza nel 2010 a coordinare la webtv lanciata durante la campagna elettorale di Emma Bonino nel Lazio.

Non ho ancora elaborato davvero le emozioni legate alla morte di Marco Pannella. Ci vorrá del tempo per mettere in ordine ricordi, emozioni, significati. E non so nemmeno se sarò capace di dare forma con le parole alle emozioni che mi hanno attraversata in questi giorni. Ma nel mio piccolo oggi, dopo che la botta di informazione e di racconto e di cordoglio è passata, volevo lasciare qualche spunto a chi segue God Save The Link. Qualcosa da trovare oggi, domani, dopo domani, quando vi chiederete chi era questo vecchio leone che ha fermato un paese per tre giorni, raccogliendo migliaia di persone talmente diverse. Dai ministri alle prostitute” come diceva qualcuno al suo funerale in Piazza Navona. E volevo che anche Livestreaming Italia avesse un programma su di lui. Riassumere Pannella è impossibile. Raccontare tutte le sue battaglie, le battaglie che il Paese ha fatto con lui e i Radicali con lui è una missione impossibile. Ma avendo avuto la fortuna di condividere un pezzo di strada, e avendo avuto accesso per un breve periodo a una fonte di interpretazione della realtá unica ho deciso di raccogliere, con la solita tecnica dei tre link, tre cose che chi non ha avuto lo stesso canale privilegiato potrebbe avere voglia di scoprire.

Chi ha seguito il blog in questi anni forse sa qual è il punto in cui la mia strada e quella dei Radicali si sono separate. Ma oggi voglio solo ricordare quello che ho imparato a leggere da lui.

Il film – Marco Pannella: uno scandalo inintegrabile

Iniziamo con un film. Le testate che hanno embeddato il documentario di Radio Radicale lo hanno definito “un montaggio delle lotte di Marco Pannella”. E invece si tratta di un vero e proprio film, curato da Simone Sapienza, Diego Galli, Gianfranco Cercone e Simone Ludovici.
La prima volta che lo vidi varcavo la soglia di Radio Radicale come stagista neo-laureata. E mi aprí le porte della comprensione di una storia d’Italia diversa. Anche di quegli scioperi della fame e della sete che i più hanno accolto con sufficienza, con “Ma chi, Pannella? Quello che si è bevuto il piscio?”.

Eccolo qui.

Marco Pannella – Uno scandalo inintegrabile from Radio Radicale on Vimeo.

Il libro – La Peste Italiana

In questi giorni tutti hanno ricordato Pannella per i suoi scioperi della fame. Impossibile non farlo. La nonviolenza è la strada scelta, percorsa, usata da Pannella e dai Radicali per dialogare con le istituzioni, per portarle al rispetto delle loro stesse regole o alla modifica delle regole che non hanno senso. La nonviolenza si basa su quello che si chiama Satyagraha, la ricerca della veritá. E il documento La Peste Italiana è un’azione di Satyagraha che i Radicali con Pannella elaborarono nel 2009 prima e durante le elezioni europee. Un’azione nonviolenta che ha la forma di un libro. Ancora una volta una lettura attiva della storia dell’Italia, delle sue leggi inattuate, delle sue torture, delle sue contraddizioni. Leggetelo, anche a pezzi. Si parla di referendum, di carceri, di Corte Costituzionale, di Cossiga, della RAI, dell’Otto per Mille.

Il manifesto – Contro lo sterminio per fame nel mondo

Qualcuno mi insulterá. Ma pensando a Pannella mi viene a volte in mente Nanni Moretti e la celebre frase “Le parole sono importanti”. Pannella nel 1981 non lanciò la campagna “contro la fame nel mondo”. Niente meno. No, la lotta era “contro lo sterminio per fame nel mondo”. Perchè la fame nel mondo non capita, non è una sfortuna inevitabile, ma il frutto di azioni politiche, di decisioni e di atti mancati. Qui si trova il Manifesto Appello che i Premi Nobel sottoscrissero nel 1981, a sostegno delle iniziative che chiedevano agli Stati europei leggi, bilanci, progetti per salvare 5 milioni di vite.  Immaginare in grande, coinvolgere senza limiti e darsi obiettivi fattibili. Le tre azioni visionarie e profondamente umane di Marco Pannella.

Come questi link ce ne sono milioni. Perchè Pannella è stato forse il politico che ha prodotto più parole. Parole che in proporzione hanno trovato briciole di spazio nel racconto dei mass-media e anche un po’ degli algoritmi. Ma è sempre stato tutto lí, negli archivi, nel web. Bastava cercare. Perchè forse La Peste italiana non era ottimizzata SEO. Ma quell’emozione che Pannella e i Radicali hanno dato e danno a turno a tanti di sentirsi meno soli è balsamica.

E chiudo con l’ultimo articolo, non citato durante la tramissione. Ho trovato il ricordo della giornalista Loredana Lipperini. Anche lei nella fila di chi ha incrociato passi e sigarette con Marco Pannella. Forse le parole perfette per me le ha giá scritte lei venerdi.

Cosa altro? Mille cose, concentrate in due anni soltanto, dal 1976 al 1978, congresso di Bari, quando la ragazza votò contro la mozione e se ne andò dalla segreteria nazionale e per un po’ continuò a fare Radio radicale e infine prese altre strade, senza mai dimenticare e continuando a essere grata per quello che in quei due anni aveva imparato: scrivere, osservare, reagire, lottare (con gentilezza, lei ci credeva, che volete farci), demistificare, usare le parole.”

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

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