L’importanza di citare le fonti (II) – Il plagio

C’è un aspetto dei media e soprattutto del “giornalismo/informazione” che non accetterò mai, che mi farà sempre arrabbiare. Chi prende le idee degli altri, il lavoro degli altri e lo confeziona come fosse suo.

Ne avevo già parlato qualche settimana fa, riferendomi ai lavori di traduzione su internet. Questione poi tranquillamente risolta.

Questa volta sarà impossibile probabilmente riprendere l’origine del processo.

Prima ancora di venire accusata di inutile protagonismo premetto che non mi sto lamentando del fatto che una “notizia” nel momento in cui viene pubblicata smetta di essere una notizia di un giornale e diventi un “contenuto collettivo”, a disposizione di tutte le testate di informazione/blog etc.

E’ la mancanza di rispetto per il lavoro altrui il problema.

Ecco la vicenda:

Ieri, domenica 13 maggio, Nòva, inserto di innovazione digitale e tecnologie del Sole 24 ore, pubblicava una copertina dedicata a Lady Gaga e al suo socialnetwork.

copertina di Nòva24 dedicata al social network di Lady Gaga

Qui non si legge, ma il testo introduttivo, scritto da me diceva più o meno questo:

“Signore, grazie per i miei amici, la mia famiglia e per tutti quei ragazzini urlanti. Dammi la forza di essere una vincente. Non solo per me, ma per loro.” Da poche settimane Lady Gaga ha smesso di rispondere alle interviste, impegnata nel tour mondiale dell’album Born this way. Queste parole le ha pronunciate il 24 aprile davanti alle telecamere della rete HBO. La popstar, che il 10 maggio ha raggiunto i 24 milioni di follower su twitter, quando è impegnata dal vivo non si interfaccia con la stampa, ma il dialogo tra i fan, chiamati Little Monsters e Mother Monster è costante. Un anno fa il manager Troy Carter, Gaga e, tra gli altri, il presidente esecutivo di Google, Eric Schmidt avevano dato vita a Backplane, società dal valore di oltre 1 milione di dollari. E’ nato Littlemonsters.com, sito esclusivo per i fan di Lady Gaga, uniti in nome del coraggio, della creatività e della tolleranza. Nòva è stato accolto per un giorno tra loro.

E’ davvero una curiosa coincidenza che un sito riprenda la notizia, ovviamente senza citare la fonte, iniziando il pezzo con la stessa identica citazione.

E’ ancora più curiosa la coincidenza che GQ riprenda esattamente il percorso di accesso al sito e la procedura di iscrizione.

Il pezzo (pubblicato oggi online, ma adeguatamente anticipato ieri) mi è costato tempo, fatica e idee e copia-incollarlo da altre parti, senza citarlo è una mancanza di rispetto per il mio lavoro, per l’ascolto di ore di video, per l’invio di domande alla direzione di Backplane per ottenere l’accesso alla comunità ristretta di utenti.E’ una mancanza di rispetto per la testata che ha deciso di pubblicare la notizia, assumendosi il rischio di parlare di un tema che per le persone superficiali potrebbe sembrare non interessante.

Migliaia di volte al giorno succedono fatti del genere, migliaia di volte al giorno qualcuno ruba il lavoro di qualcun’altro, ed è come se gli rubasse il tempo.

E se anche questo mio post è istintivo, resta una forma di analisi dei media. In Inghilterra quando si consegna un saggio accademico questo viene passato attraverso un software, Turnitin, che controlla il numero di citazioni: se il 20% di un testo è ripreso da altri articoli il compito non viene giudicato sufficiente.

Certi giornali italiani si meriterebbero uno scambio culturale con l’Inghilterra.

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

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