Li chiamavano Due Spiriti

youth aboriginal artist
Claiming Space: Voices of Urban Aboriginal Youth*

La quantità di persone senza casa nelle città nord americane è uno degli aspetti che più mi sta impressionando in questi mesi. Avevo già scritto qualcosa nel mio racconto del viaggio a Seattle. Oggi ho letto una notizia ancora più agghiacciante: il 40% dei 500.000 giovani senza tetto che si aggirano nelle città degli Stati Uniti sono omosessuali.

Tendo ad escludere che in Canada ci sia la stessa correlazione. Quello che so è che la maggior parte della popolazione più povera della città di Vancouver è costituita dagli aborigeni, in particolare da quelli che vengono chiamati First Nations, gli indiani del nostro immaginario. Il 50% dei loro bambini vive sotto la soglia di povertà. Molti di loro non hanno una casa o vivono in condizioni di precarietà abitativa. Basta fare una passeggiata nella parte del centro di Vancouver nota come Downtown Eastside, tra Main Street e East Hastings per dare un volto a ognuna di queste statistiche.

Il rapporto del Canada con i First Nations è una delle mie ossessioni da quando sono arrivata. Ogni settimana mi immergo per un giorno di volontariato al Museo di Antropologia. E finalmente lunedì ho comprato un libro che puntavo da tempo: First Nations 101. Tons of stuff you need to know about First Nations people. Si tratta di una introduzione al mondo, alla cultura e alle dinamiche politiche delle popolazioni native del Canada. Lynda Gray lo ha pubblicato per costruire un ponte di conoscenza tra i First Nations e i non-First Nations, un racconto di quello che è accaduto e di quello che c’era prima dell’arrivo dei primi coloni per creare una storia condivisa. Il modello mi ricorda quella ricerca della verità delle Commissioni per la Verità e la Riconciliazione del Sud Africa post-apartheid.

L’autrice teneva a tal punto a questa storia che ha fondato una casa editrice lei stessa e ha imparato a usare InDesign per dare alla luce il libro. Un esempio di self-publishing istintivo e necessario basato sul desiderio di raccontare la verità, come esprime anche il nome scelto per questo progetto editoriale, Adaawx che nella lingua della nazione cui appartiene l’autrice, Tsimshian, significa “racconto della verità”.

Ovviamente il libro non è stato pubblicato in italiano. Avevo già deciso di tradurne un capitolo per il blog. Oggi mi sembra il giorno giusto per farlo.

omosessualità nella cultura degli indiani d'america
Lynda Gray, First Nations 101, Adaawx Publishing, 2001 – www.firstnations101.com

I Due Spiriti – Le persone LGBT

traduzione delle pagine 35, 36 e 36 di “First Nations 101

Sono pochissime le persone che al giorno d’oggi conoscono la ricca storia delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans all’interno delle comunità dei First Nations. Tradizionalmente i First Nations davano un valore e un ruolo a chiunque facesse parte della loro comunità, compresi i Due-Spiriti.

A differenza della società di massa i First Nations non credono che l’essere Due-Spiriti riguardi un aspetto della sessualità. Piuttosto si credeva che le persone Due-Spiriti incarnassero sia lo spirito femminile che quello maschile e le rispettive caratteristiche. Erano quindi visti come persone dotate di una spiritualità armoniosa.

Molti First Nations si riferiscono alle persone LGBT utilizzando il termine Due-Spiriti, coniato negli anni ’80 dagli accademici nativi per esprimere quella particolare credenza delle popolazioni originarie di questi luoghi per cui la sessualità non poteva essere ridotta a “maschile” e “femminile”.

Nel suo libro Changing ones: Third and Fourth Genders in Native North AmericaWill Roscoe offre una buona panoramica delle tradizioni dei Due-Spiriti nelle comunità native. Roscoe evidenzia le caratteristiche di ogni diversa nazione raccogliendo foto storiche in cui persone Due-Spiriti compaiono vestite con abiti corrispondenti al genere opposto al loro. Inoltre viene fatto un elenco dei nomi utilizzati per definire gli omosessuali nelle lingue delle diverse Nazioni in tutto il Nord America. La parola Tlingit gatxan significa “mezzo uomo-mezzo donna”, in Inuit si diceva sipiniq, che significa “bambino che ha cambiato il suo sesso alla nascita”. I Piedineri dicono ake:scassi, “agisce come una donna”. Gli Tsimshian dicono kana’ats, gli Apache n desdzan “uomo donna” e gli Hopi kwasaitaka  che significa “uomo gonna”.

Siccome si credeva che i Due-Spiriti incarnassero sia il maschile che il femminile si riteneva che fossero più abili nel relazionarsi sia con gli uomini che con le donne. Per questo a loro era spesso affidato il ruolo di mediatori. Considerati più vicini al loro lato spirituale, avevano spesso affidati ruoli d’onore durante i rituali: ricoprire il centro del totem attorno a cui veniva fatta la danza del sole, essere dei curatori, guidare le cerimonie. Molti di loro andavano a ricoprire ruoli di solito affidati a persone del sesso opposto, come andare a caccia, occuparsi dei bambini, o altre faccende di solito legate al genere. Questo includeva anche indossare abiti di solito utilizzati da persone del sesso opposto come vestire gli abiti della caccia.

Nonostante il rapporto delle persone Due-Spiriti nelle loro comunità sia sempre stato sano e onorevole, adesso ci sono diversi livelli di omofobia tra First Nations, che siano individui, famiglie e comunità. Questo cambiamento è il frutto di una visione euro-centrica e religiosa che ha svalutato le persone LGBT. Questi fatti hanno portato nel 2008 all’organizzazione del primo summit nazionale di Aborigeni LGBT a Vancouver. L’incontro ha visto tra i suoi partecipanti Due-Spiriti, Anziani, finanziatori, rappresentanti del Governo, politici e familiari, riuniti per trovare il modo migliore di supportare le persone Due-Spiriti.

Molti dei partecipanti hanno affermato che il passaggio netto da una condizione di onore e accettazione alla vergogna e all’esclusione ha portato molte persone a essere vittime di abusi, bullismo, ad avere una bassa autostima e forti tendenze suicide e a combattere costruendo meccanismi di autodifesa molto negativi.

Molti Due-Spiriti vengono spesso allontanati dalle famiglie o dalle comunità e quindi si trovano in uno spazio fisico ed emotivo poco sicuro. A molti viene vietata la partecipazione alle cerimonie. Molto spesso quando i Due-Spiriti si spostano in città devono affrontare il razzismo, la povertà e l’isolamento.

Molte persone non-First Nations credono che i valori tradizionali e le pratiche delle comunità nei confronti dei Due-Spiriti siano rimaste immutate nel tempo. Questo porta spesso a credere, sbagliando, che i Due-Spiriti siano accolti con amore nelle loro comunità. Anche se in realtà questo ormai accade di rado. Questa confusione fa sì che molti Due-Spiriti vivano senza supporto sociale e senza il riconoscimento di cui avrebbero bisogno.

Molti genitori durante il summit di Vancouver hanno chiesto che venissero messi in atto gli insegnamenti culturali tradizionali e il supporto necessario per prendersi cura dei ragazzi Due-Spiriti. Un sentimento condiviso riguardava il senso di confusione, isolamento, paura oltre che la mancanza di conoscenza rispetto ai luoghi dove andare per avere il supporto necessario per capire meglio le dinamiche che affrontano un ragazzo o una ragazza LGBT nel momento in cui fanno coming out e supportare questo passaggio nel migliore dei modi.

In un momento in cui i First Nations stanno lavorando duramente per guarire dai traumi e per recuperare le loro credenze e pratiche tradizionali abbiamo sicuramente bisogno di tutto l’aiuto necessario. E’ davvero dolorosamente ironico pensare a come le persone Due-Spiriti abbiano ricoperto in passato ruoli che hanno aiutato altre persone a stare meglio e a risolvere i propri problemi e ora si trovano in una condizione che nega loro il diritto a occupare il giusto posto all’interno delle comunità. A maggior ragione se si pensa che questo significa rifiutare degli individui che potrebbero aiutarci a stare meglio, come famiglie e come comunità.

Nonostante le sfide quotidiane sempre più persone stanno imparando a riabbracciare i valori tradizionali rispetto alle persone Due-Spiriti, incluse le famiglie che educano altri in modo tale che i loro figli possano vivere in un ambiente più sicuro ed accogliente.

La più grande manifestazione contemporanea a supporto della storia dei Due-Spiriti si chiama International Two-Spirit Gathering e si svolge da 20 anni in Nord America. Si tratta di un luogo sicuro in cui le persone Due-Spiriti, gli Anziani e le reti di supporto si incontrano, compiono rituali e si organizzano per far arrivare il loro messaggio al maggior numero possibile di persone. Si stanno formando moltissimi gruppi di aiuto e uno o due First Nations PFLAG (Genitori, Amici e Famiglie di persone LGBT – l’acronimo utilizzato per identificare i gruppi di supporto, numerosissimi in Nord America).

Le persone Due-Spiriti e chi è al loro fianco stanno creando diverse risorse digitali e cinematografiche in modo da aiutare altri a sapere qualcosa in più e a tornare alle vecchie tradizioni.

*L’immagine è tratta dalla mostra collettiva di artisti aborigeni tra i 15 e i 25 anni Claiming Space organizzata al Museo di Antropologia di Vancouver.

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

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