La storia (recente) della legalizzazione della Cannabis in Canada

Il Canada sará probabilmente il primo paese del G7 a legalizzare la cannabis. La notizia dell’approvazione al Senato della legge che dovrebbe legalizzare la cannabis a scopo ricreativo in Canada è del 7 giugno 2018.

Chi segue il blog sa che nel 2014 ho vissuto per qualche mese a Vancouver, sviluppando con la cittá un rapporto misto di curiositá e fastidio. Tra le cose buone fatte in quei 7 mesi ci sono un paio di reportage, di cui uno intitolato Una cannetta in Canadá realizzato per Fai Notizia, il sito di giornalismo partecipativo di Radio Radicale. Purtroppo ho scoperto nei giorni scorsi che il sito è stati chiuso. Peccato. Conteneva parecchie inchieste e approfondimenti sui temi delle libertá e dei diritti civili.

Per fortuna, trattandosi di un reportage multimediale, ho potuto recuperare su Youtube sia il video integrale del servizio che i piccoli frammenti che avevo creato per raccontare tutti gli aspetti della questione, a partire da una regolamentazione – in quel caso sulla cannabis terapeutica – che presentava tanti punti di forza rispetto alle legislazioni più proibizioniste, quanto diverse contraddizioni.

Questo piccolo archivio mi permette, nell’attesa del voto alla House of Commons canadese, di dare un contributo nella ricostruzione storica e culturale della legalizzazione della Cannabis in Canada.

Perchè a Vancouver tutti fumano per strada?

L’idea del reportage era partita proprio da questa domanda. L’odore di marijuana in giro per le strade di Vancouver, dai quartieri residenziali alle zone del divertimento, era una caratteristica che mi aveva subito colpita nella cittá. Iniziando a fare delle ricerche scoprii subito che pochi mesi prima, tra il 2012 e il 2013 si svolse in British Columbia un’intensa campagna di raccolta firme per indire un referendum sulla legalizzazione, Sensible BC. Intervistai il portavoce della campagna, Dana Larsen. Furono raccolte 200.000 firme per indire un referendum per depenalizzare il consumo di marijuana nella provincia canadese della British Columbia. Nonostante le firme non siano state sufficienti al momento dell’intervista c’erano 4.500 volontari attivi in tutta la provincia e Justin Trudeau, l’allora candidato liberale alle elezioni federali, aveva dichiarato che la legalizzazione della marijuana sarebbe stata una delle sue priorità.

Cosa sono i Marijuana Medical Dispensaries?

Proseguii il mio lavoro di ricerca alla scoperta di quella parte del commercio di marijuana regolamentato che era al tempo la cannabis terapeutica. Andai a visitare un centro di distribuzione della cannabis in Hastings Street, una delle vie più assurde e contraddittorie della pulita e ordinata Vancouver. Da quel giro nacque anche il secondo reportage sul lato oscuro di Vancouver. In quell’intervista scoprii come il poter avere accesso a diverse tipologie di cannabis possa avere un impatto significativo sulla salute e sulla psiche dei consumatori. E molto altro, grazie alla fantastica direttrice del dispensary.

Perchè legalizzazione non vuol dire necessariamente libertá?

Il bello di avere il tempo di lavorare su un’inchiesta complessa è che puoi andare a scavare nelle contraddizioni di quelle leggi che sembrano perfette viste con gli occhi di chi proviene da un paese molto più proibizionista. Ti ricordo che l’approfondimento da cui sono estratti questi video si concentrava sulla legalizzazione della cannabis terapeutica. Ritengo però che l’aspetto di cui si parla nel video qui sotto si possa tranquillamente applicare a una eventuale legge sulla cannabis ricreativa: la regolamentazione del sistema di produzione e la sua “industrializzazione”.

Insomma, la legalizzazione della cannabis in Canada sará una grande vittoria di libertá. Ma è bello ricordare come per avere grandi vittorie servono grandi e durature battaglie.

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