Ma quanto inquina Facebook?

I miei percorsi sul web sono spesso, oserei dire per la maggior parte delle volte, assolutamente imprevedibili. Credo di essere un caso clinico di “navigatrice distratta”. Se non sto facendo una ricerca mirata mi capita spesso di aprire una pagina, iniziare a leggere, trovare un link o un banner che mi pare più interessante di quello che sto leggendo e saltare da una parte all’altra. Forse leggo tutto superficialmente. Ma garantisco che quando il contenuto è intrigante poi mi sforzo di provare ad approfondire. Per quanto possibile.

Poco fa mi sono ritrovata impigliata in una di queste navigazioni situazionaliste. Leggevo un articolo sulla gaffe di Mentana sulla presunta matrice islamica dell’attentato di Brindisi quando mi sono imbattuta in questo banner:

Già sapevo che tutte le attività svolte sul web hanno un impatto sull’ambiente, a partire dalle mail che finiscono nello spam. Grazie a un post di Madre Terra qualche mese fa avevo scoperto una ricerca dell’Agenzia francese per l’ambiente e il controllo energetico secondo cui “ogni megabyte di posta elettronica produce ben 19 grammi di anidride carbonica“.

Cliccando sul banner di cui sopra ho scoperto qualcosa in più. Pare che in media ogni anno un sito internet emetta 3,6 kg di CO2. Gli ideatori della campagna “il mio sito è CO2 neutral” agiscono così: ogni blog che partecipa all’iniziativa permette che venga piantato un albero, aderendo a progetti di riforestazione già esistenti e implementati – in questo caso – da un’organizzazione tedesca, la www.iplantatree.org.

Questo perché un albero riesce a compensare questa immissione di anidride carbonica nell’aria assorbendone 5 kg ogni anno. A quanto dicono gli organizzatori della campagna un albero neutralizza la mia produzione di anidride carbonica per un anno. Inoltre, Dove conviene, porta avanti parallelamente un’altra iniziativa: fanno i volantini di grandi aziende direttamente in digitale, per evitare di consumare carta (non è che piantano gli alberi, per poi abbatterli per fare carta per volantini).

Per dare un’idea dei numeri, un fisico di Harvard, Alexander Wissner-Gross, ha calcolato che ogni visita a un sito produce 0,02 grammi di CO2. Io credo di essere ben al di sotto della media dei tre chili e mezzo. Ma immaginate Facebook. Secondo Google Ad Planner il giochino bianco e blu ha 880 milioni di visitatori unici al mese. Il che equivale a 1.760.000 grammi.

<un attimo che ho studiato lettere e ho dimenticato tutto>

Credo che equivalga a 1.760 kg. Giusto? Si accettano correzioni. E non mi spingo a calcolare quanti alberi dovrebbe piantare e per quanti anni il buon Zuckerberg, ma mi sa che ora ogni volta che mi verrà in mente di tornare a controllare-spesso inutilmente-il mio account ci penserò un paio di grammi di volte in più.

PS della mattina successiva: prima o poi scriverò un post su un altro aspetto di questa iniziativa: la costruzione di una buona -e mirata, e fondamentale- rete di link con una campagna. mirata.

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