Il coming out di Ellen Page – tutto il discorso (video e testo in italiano)

tutto il discorso del coming out di ellen pageHa fatto abbastanza rumore il coming out di Ellen Page. Non mi sembra di aver letto la frase “Si sapeva”, il motto che accompagna il momento in cui un personaggio famoso (o non famoso) decide di uscire allo scoperto e rivelarsi per quello che è. Forse perché ha i capelli lunghi, forse perché ha dei modi così delicati quando si esprime, l’attrice ha spiazzato tutti. Soprattutto le persone più affezionate al ragionamento per stereotipi.

Guardando il video del discorso di Ellen Page a Las Vegas mi ha emozionata la sua emozione. La sua sincerità. Mi è sembrato di vedere il peso che si levava dalle sue spalle e un sorriso diverso apparire sul suo viso. Non so. Forse è autosuggestione.

Il video lo hanno visto in molti. Ma ho voglia di preservarlo qui. Così come ho avuto voglia di tradurre il suo discorso, pubblicato integralmente in inglese sul sito della Human Rights Campaign Foundation. La Repubblica, che ha pubblicato il video online, non si è presa la briga di farlo. Peccato. E’ molto bello. E può cambiare la vita di molte persone.

[aggiornamento 17/2/2014 – qualche anima buona ha realizzato una versione del video del coming out di Ellen Page sottotitolata in italiano. Eccola.]

Ciao a tutti! Grazie.
Grazie Chad per le belle parole e ancora di più per il lavoro che tu e la Human Rights Campaign Foundation fate ogni giorno, soprattutto in favore delle giovani e dei giovani gay, lesbiche, bisessuali e transessuali in tutti gli Stati Uniti.

Per me è un grande onore partecipare all’apertura della conferenza Time to THRIVE. Ma è anche un po’ strano. Sono qui, in questa sala, grazie a un’organizzazione di cui ammiro moltissimo il lavoro. E sono circondata da persone che lavorano ogni giorno per rendere migliore la vita di altre persone. Profondamente migliore. Molti di voi educano persone più giovani, persone come me. Molti di voi aiutano i giovani a stare meglio e a trovare la loro voce. Molti di voi ascoltano, altri entrano in azione. Molti di voi sono molto giovani. E questo mi fa sentire ancora più strana nel parlare qui di fronte a voi.

Mi sento strana perché, come attrice, rappresento – in un certo senso – un settore che impone standard altissimi a tutti noi. Non solo ai giovani, ma a chiunque. Standard di bellezza, di qualità della vita, di successo. Standard che, odio ammetterlo, colpiscono anche me. Ti ritrovi con idee e pensieri che non avevi mai avuto prima, che ti dicono come devi comportarti, come devi vestirti e chi devi essere. Provo a respingerli, a essere autentica, a seguire il mio cuore, ma a volte è molto difficile.

Ma ecco perché sono qui. A partire da questa sala tutti voi, tutti noi, possiamo fare molto di più tutti insieme che come singoli individui solitari. E spero che questo pensiero vi dia la stessa forza che sta dando a me. Spero che i workshop a cui parteciperete nei prossimi giorni vi diano forza. Perché posso solo immaginare che ci siano giorni in cui lavorate molte più ore di quelle che il vostro capo immagina o ritiene giuste, e lo facciate solo perché c’è un ragazzo che credete possa farcela. Giorni in cui vi sentite completamente soli, deboli, o senza speranza.

So che ci sono persone in questa stanza che, ogni volta che vanno a scuola, vengono trattate di merda, per  nessun  motivo. E poi andate a casa e non ve la sentite di dire ai vostri genitori tutta la verità su voi stessi. Più che cercare di incasellarvi in una categoria piuttosto che in un’altra siete preoccupati del futuro. Per il college, per il lavoro o addirittura per la vostra sicurezza fisica. Il tentativo di creare una immagine mentale della vostra vita futura – di che cosa diavolo vi succederà – può essere qualcosa che ti schiaccia un po’ ogni giorno. Una sensazione tossica, dolorosa e profondamente ingiusta.

A volte è il dettaglio più piccolo e insignificante a buttarti giù. Io per esempio provo a non leggere i gossip, ma l’altro giorno un sito ha pubblicato una mia foto in cui indossavo i pantaloni della tuta, per andare in palestra. L’autore si domandava: “Come mai questa piccola bellezza insiste nel vestirsi come un omone enorme?”.

*pausa*

Perché mi piace stare comoda. Ci sono certi stereotipi, molto pervasivi, riguardo ai concetti di mascolinità femminilità e questi stereotipi definiscono come ti devi comportare, vestire e parlare. Non servono a nessuno. Chiunque sfidi queste cosiddette “norme” viene sottoposto a commenti ed esami minuziosi. La comunità GLBT questo lo sa molto bene.

E comunque ci sono molti esempi di coraggio intorno a noi. L’eroe del football, Michael Sam, l’attrice Laverne Cox. Le musiciste Tegan e Sara Quinn. Le famiglie che sostengono la loro figlia o il loro figlio che ha fatto coming out. E c’è coraggio in questa sala. Il coraggio di tutti voi.

Mi ispira molto essere qui, perché ognuno di voi è qui per la stessa ragione. Voi siete qui perché siete mossi da un’unica spinta: il fatto che il mondo sarebbe molto migliore se tutti facessimo lo sforzo di essere meno terribili gli uni con gli altri. Se ci prendessimo solo cinque minuti per riconoscere la bellezza dell’altro, invece che attaccarci a vicenda per le nostre differenze. Non è difficile. Sarebbe un modo di vivere davvero più semplice e migliore. E alla fine salverebbe molte vite.

Poi certo, non è mica facile. Può essere difficilissimo, perché amare gli altri non può che iniziare con l’amare noi stessi e accettarci. So che molti di voi hanno lottato con questo aspetto. Traggo spunto dalla vostra forza e dal vostro sostegno in modi che non potete nemmeno immaginare.

Sono qui oggi perché sono gay. E perché…forse posso fare la differenza. Posso aiutare altri a avere una vita più facile e con più speranza. Senza contare che, per quanto mi riguarda, sento un obbligo personale e una responsabilità sociale.

Lo faccio anche per una ragione egoistica. Sono stanca di nascondermi, stanca di mentire con le omissioni. Ho sofferto per anni, perché ero spaventata all’idea di rivelarmi. Il mio spirito ha sofferto, la mia salute mentale e anche le mie relazioni ne hanno sofferto. E oggi sto qui, con tutti voi, oltre tutta quella sofferenza. Sono giovane, lo so, ma ho imparato che l’amore, la sua bellezza, le sue gioie e, sì, anche i suoi dolori, sono il regalo più bello che un essere umano possa dare e ricevere. E noi ci meritiamo di di vivere l’amore pienamente e come tutti gli altri, senza vergogna e senza compromessi.

Ci sono troppi ragazzi che sono vittime del bullismo, del rifiuto, o che semplicemente vengono maltrattati. Troppe persone che lasciano la scuola. Troppi abusi. Troppe persone buttate fuori di casa. Troppi suicidi. E voi potete cambiare tutto questo. Voi lo state già cambiando.

Ma non avevate bisogno che fossi io a dirvelo. Questa è la ragione per cui all’inizio dicevo che era tutto un po’ strano. L’unica cosa che posso dire è quella attorno a cui ho girato negli ultimi cinque minuti: grazie. Grazie per avermi ispirata. Grazie per avermi dato speranza e, per favore, continuate a cambiare il mondo per le persone come me.

Buon San Valentino. Vi amo.

Traduzione di Virginia Fiume (per il testo scritto)

[aggiornamento]Consigli di lettura

Il racconto di questo coming out ha acquisito i tratti di un piccolo crowdsourcing: ho pubblicato la traduzione e il video in inglese, poi un’amica su facebook ha condiviso il video sottotitolato in italiano, via twitter ho scoperto un’altra traduzione e soprattutto un altro incipit al post, scritto dalla prospettiva di un uomo eterosessuale.

L’ultimo tassello sono i suggerimenti di lettura pubblicati sul Tumblr di Rizzoli, ispirati dalle parole di Ellen Page sugli stereotipi e le norme sociali a cui gli stereotipi costringono. Romanzi, racconti e storie per tutti i gusti.

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

One comment: On Il coming out di Ellen Page – tutto il discorso (video e testo in italiano)

Leave a reply:

Your email address will not be published.

Site Footer

Follow

Get every new post on this blog delivered to your Inbox.

Join other followers: