Esercizi di verifica delle fonti

Continuo questo mini-percorso tematico all’interno del blog sulla nostra responsabilitá individuale come lettori e lettrici. Oggi voglio condividere alcune azioni concrete che ognuno di noi può compiere per rendere almeno il proprio ecosistema informativo un po’ più pulito.

Due settimane fa scrivevo L’algoritmo è mio e lo gestisco io.

Mi è piaciuta molto la sintesi che Arianna Ciccone, fondatrice del Festival Internazionale del Giornalismo e del blog collettivo Valigia Blu, ha fatto di quel mio post.

Chi segue questo blog sa che uno degli aspetti che adoro di più del web è la possibilitá che ci offre di costruire percorsi condivisi, anche se non sempre del tutto consapevoli. A volte i riferimenti tra un pezzo di percorso e l’altro sono molto chiari, altre volte sono più deboli, frutto di evocazioni e riflessioni di cui non abbiamo necessariamente parlato con gli altri autori e autrici.

Come possiamo educare l’algoritmo di Facebook

È per questo che sono state felice di rivedere quel mio post di due settimane fa condiviso e commentato su Valigia Blu. E sono stata ancora più felice di vedere che Marco Nurra di Valigia Blu dopo qualche giorno ha pubblicato il pezzo intitolato Come educare l’algoritmo di Facebook alle nostre esigenze informativeL’articolo di Nurra mi sembra la logica continuazione di quanto scrivevo qui sul blog sull’importanza delle nostre concrete azioni individuali che possono contribuire a “direzionare” quello che vediamo nel Newsfeed di Facebook, cosí come sulle altre piattaforme che ci permettono di godere dei contenuti più diversi. Si tratta di una guida alle azioni pratiche che possiamo compiere per scegliere quali pagine vogliamo seguire, quali notifiche vogliamo ricevere, di quali gruppi vogliamo far parte e a quali contenuti vogliamo dare prioritá.

Cosa leggere per imparare a verificare le fonti

Vale la pena ricordare qui un altro libro fondamentale che come “pubblico” dobbiamo leggere se vogliamo essere “consumatori responsabili di informazione”. Si tratta del Verification Handbook, sul sito ufficiale trovate anche le ultime pubblicazioni curate dallo stesso team: il manuale dedicato al giornalismo investigativo e il prontuario per la verifica delle fonti in situazioni di emergenza. Se i titoli vi sembrano troppo “da addetti ai lavori”, potete dare un’occhiata alla recensione del Verification Handbook che scrissi un anno e mezzo fa in occasione dell’uscita della versione italiana.

Un esercizio per imparare a distinguere le fonti autorevoli da quelle non autorevoli

Chiudo questa rassegna di consigli pratici per lettori e lettrici responsabili con una piccola perla scovata nel numero di Flow. del 4 febbraio 2017. Gli abbonati hanno potuto leggere un pezzo di Peter Laufer, fondatore del Movimento Slow News. Il pezzo è molto lungo e ricco e si rivolge a tutta la comunitá dei lettori, invitandoci a essere “consumatori responsabili”. Consumatori responsabili di notizie, cosí come lo dovremmo essere di cibo, energia, acqua, e di tutti quei beni primari che dobbiamo cercare di non contaminare se vogliamo continuare a sopravvivere.

Ne pubblico qui solo un piccolo estratto, perchè mi sembra un altro tassello importante per chi abbia voglia di provare a essere un lettore più consapevole. Come spesso accade nella vita, probabilmente si tratta solo di avere voglia di allenarsi.

Ecco un semplice esercizio del Movimento Slow News: scegli una notizia su un fatto di cui sei stato testimone o parte in causa, o che hai studiato in modo tale da sentirti sicuro di comprendere la maggior parte dei suoi aspetti e delle sue particolarità, i suoi personaggi e le ambientazioni. Poi seleziona giornali ed emittenti, blogger, pagine Facebook, account Twitter – l’intera filiera di venditori di notizie – e immergiti nelle storie che questi propongono su quel tale fatto. La cosa migliore è fare questo esercizio nel tempo, con diversi esempi di fatti e notizie. Probabilmente, già dopo aver provato la prima storia, scoprirai che ci sono alcuni media in cui avvertirai una certa familiarità relativamente a come quella storia – che conosci bene – è stata presentata al pubblico. Quelle fonti dovrebbero entrare nella TUA LISTA di dove, e a chi, rivolgersi quando vuoi sapere cosa succede di nuovo.

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

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