Cose belle dal web: il link

Inizi un post breve sull’importanza dei link. E finisci a scoprire la campagna Save The Link.

a cosa servono i link C’è stato un tempo in cui cui su questo blog non ci si preoccupava di scrivere post lunghi e complessi. Ogni tanto mi bastava appuntare una foto o un video o un link interessante. Poi ho cominciato a voler scrivere post lunghi e articolati e inevitabilmente le pubblicazioni si sono fatte meno frequenti.

Ma ogni tanto vale la pena ritornare alle buone e vecchie abitudini.

A cosa serve il link nell’ecosistema del web?

Ecco un video di 4 minuti che risale al 2008 ma che io trovo di estrema attualitá, proprio per il suo essere profondamente radicato in uno degli elementi essenziali del web: il link. Chi segue il blog sa che sono ossessionata dai link, al punto da aver chiamato a suo tempo la mia trasmissione su media e comunicazione God Save The Link. Ecco, in questi quattro minuti c’è il perchè.

Jay Rosen insegna giornalismo alla New York University e cura un blog, PressThink, che ti dovrebbe ineressare sia che tu sia un giornalista sia che tu sia una persona a cui sta a cuore lo stato del giornalismo.

“Quando linkiamo stiamo esprimendo l’etica del web, che è connettere persone e conoscenza. E la ragione del link non ha niente a che vedere con il diritto d’autore, ma ha a che vedere col modo in cui facciamo del web una rete di connessioni, e quindi connettiamo persone e conoscenza”.

Questo è quello che diceva Rosen sull’etica dei link nel 2008.

Mentre cercavo su Google “Tim Berners Lee Link” per trovare un’immagine da usare come copertina del post mi sono imbattutta nel sito della campagna Save The Link  (da cui ho appunto preso la foto). Si tratta di un’iniziativa di lobby contro alcune regolamentazioni restrittive sull’utilizzo dei link: per esempio la proposta di tassare siti, piattaforme e aggregatori che includono link ai siti dei grandi editori. Mi sa che ho qualcosa di nuovo da studiare. Potere di un link. E di un altro link. E di un altro link.

La Google Tax, anche conosciuta come Link Tax: le origini della campagna Save The link

Come promesso ho iniziato a studiare la campagna Save The Link. E ovviamente mi sono resa conto di essere in poderoso ritardo nel preoccuparmi delle questione legislative intorno al ruolo dei link nelle economie del web. O meglio, solo ora sto unendo i puntini.

La prima cosa che ho fatto è stata andare sul sito di Save The Link e dare un’occhiata alla sezione per saperne di piú. Si trova una spiegazione della storia della storia della proposta  legislativa che si sta discutendo dalle parti della Commissione Europea sulla regolamentazione dei link. È notizia di pochio giorni fa che la Commissione del Parlamento Europeo che si occupa del Mercato Interno ha espresso una raccomandazione contro l’introduzione della Link Tax. Approfondiremo anche questo. Ma intanto andiamo alle origini della legge.

Per scoprirle ho fatto affidamento a uno dei miei angoli preferiti di Facebook: il gruppo di conversazione di Wolf. Soluzioni per i professionisti della comunicazione. Ho chiesto chi potesse darmi indicazioni sulla cosiddetta link tax. E nel numero 166 della newsletter di analisi dei media ho avuto la mia risposta.

Tutto nasce dalla decisione piuttosto curiosa presa dal legislatore in Spagna di introdurre un articolo di legge, il 32.2 sulla Proprietà intellettuale. Questo articolo, erroneamente chiamato “Link Law” o, meno erroneamente “Google Law”, obbliga chiunque abbia un aggregatore a pagare un canone agli editori perché i contenuti editoriali possano essere inseriti negli aggregatori stessi.

Ovviamente il primo obiettivo del legislatore era Google News. Che infatti come ricordano i colleghi di Wolf. chiuse i battenti in Spagna.

Questa breve storia dei link continuerá ancora su questa pagina, in continuo aggiornamento.

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

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