Come nasce un guest post

Scrittore ComputazionaleDieci minuti, tra il lavoro e la lezione in università. Dieci minuti per condividere un post nato a inizio gennaio, dopo che Arturo Robertazzi, inventore del blog Scrittore Computazionale, aveva lanciato la sua programmazione per il 2013: 21 domande a cui chi scrive vorrebbe trovare risposta.

Le lessi tutte, una per una, perché il blog di Arturo è per me una fonte di ragionamento importante. Non è una scuola di scrittura. Ma la testimonianza di qualcuno che cerca di scrivere bene. Di condividere quello che scrive, come lo scrive e come lo racconta.

La ventiduesima domanda affiorò spontanea alle dita sulla tastiera. E di lì alla finestra di dialogo su twitter: “Perché certi giorni si ha più paura di scrivere?”. Arturo mi diede 6 settimane di tempo per pensare a un guest post. Un breve scambio di mail, un appuntamento su google calendar, letture solo apparentemente casuali, il recupero nella memoria di qualche tassello e ecco il post di oggi: Sindrome da pagina bianca: le 3 paure e i due consigli

Non vi preoccupate. Non sono le mie memorie di scrittrice. Ci troverete di tutto un po’: il secondo album di Caparezza, l’autodisciplina di Hemingway e la real name policy di Google in pratica. Oltre ai commenti: dove c’è tutto quello che non ci sta in un post, l’horror vacui. 

Comincia così:

Se hai letto almeno una biografia o diario di uno scrittore o di una scrittrice sai che esistono momenti in cui molti di loro non riescono a evitare di restare aggrappati sul bordo della pagina, bianca. Una paura senza tempo che in un’inchiesta pubblicata sul quotidiano online Affari Italiani è stata definita il (non) piacere di scrivere.

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una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

2 comments: On Come nasce un guest post

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