Le mille e una Betlemme

Domenica stavo guardando distrattamente la mia personale rassegna stampa frutto della collezione di feed rss quando l’attenzione è stata richiamata da Invisible Arabs, il blog della giornalista Paola Caridi. Un titolo, un sorriso: Betlemme patrimonio dell’umanità. Finalmente…

Da Beit Jala a Battir – Virginia Fiume

Il post spiega bene l’importanza della decisione: il ruolo della comunità internazionale nella salvaguardia del luogo, le implicazioni che questa decisione ha su costruzioni illegali come il muro di separazione, il fatto che l’espansione delle colonie israeliane potrebbe essere ora molto più monitorata dagli organismi internazionali…

E’ dal 1972 che l’Unesco riconosce alcuni luoghi come Patrimonio dell’Umanità. La normativa è lunga, e la lista ancora più lunga.

Dal 2 luglio in poi la situazione di Betlemme potrebbe migliorare, in termini economici e politici. Staremo a vedere.

Nel frattempo mi fermo a ricordare il caldo secco della piazza della Chiesa della Natività in questa stagione. Il sorriso della passeggiata che da Betlemme mi portava a casa a Beit Sahour. La tristezza del vedere crescere giorno dopo giorno l’insediamento di Har Homa. L’attesa degli amici turisti che, vagabondi per il Medio Oriente, decidevano di attraversare il muro, il checkpoint e una distanza di soli 10 km che separa Betlemme da Gerusalemme per venirmi a trovare e scoprire un po’ di Palestina.

Domenica leggendo la notizia ho ripensato a tutti i miei amici, sparsi per l’Italia e per il mondo. E ho pensato che ognuno di loro avrà forse tirato un piccolo sospiro di sollievo pensando alla decisione dell’Unesco. Ognuno di noi avrà ricordato la sua Betlemme. Perché per noi che siamo stati lì quel luogo ha uno e mille significati.

La mia Betlemme è quella della mia serenità quando entravo dalla piccola porta della Chiesa della Natività. Il fresco e la semplicità. Il conforto di un luogo sacro per la mia anima laica.

E poi c’è l’ingresso a Betlemme che col tempo spero che diventi più semplice e libero per i miei amici palestinesi che fanno avanti e indietro da Betlemme a Gerusalemme. E per quelli di loro che Gerusalemme la possono solo sognare.

E spero che un giorno queste immagini diventino scolorita memoria, come un documentario sul Muro di Berlino.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Eelu1v8QyDI]

una cantastorie vagabonda, antropologa dei media e camminatrice seriale.

2 comments: On Le mille e una Betlemme

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