Adesso

Sense 8 e luglio 2018Recentemente ho scoperto che una vecchia amica di Twitter, Marta Traverso, ha riaperto il suo blog. Sbirciando tra le sue parole e le sue storie ho scoperto un format a cui lavorano parecchi e parecchie blogger. Si chiama semplicemente “Adesso”. Una volta ogni tanto, idealmente una volta al mese, si scrive un post in cui si racconta cosa sta succedendo in questo preciso momento nella nostra vita. Idee, letture, suggestioni, progetti. Chi mi conosce sa che sono la donna dei format incompiuti. Ne ho iniziati tanti, a partire dal caro God Save The Link. Ne ho portati a termine pochi. Ma questo non mi impedisce di lasciare traccia di questo luglio 2018.

A pranzo con N.

Iniziamo dalle piccole cose. Quelle proprio minuscole, come un piccolo bambino nato da due settimane. Il figlio di due cari amici, che hanno incrociato le loro strade qui a Londra con me nel lontano 2010. Mentre scrivo questo post ci stiamo preparando per andare a pranzo al parco. Questo 2018 rimarrà per me nella memoria come l’anno dei nuovi arrivati.
Mia, Matilde, Lorenzo, Marley, e Noah. Per ognuno una lacrima di emozione e il rispetto per questi amici che hanno deciso di prendersi la responsabilità e l’amore di accompagnare questi morbidi piccoli umani nel mondo.

Bekudo

Abbiamo lanciato qualche settimana fa il nuovo sito di Bekudo. Più bello, più elegante, più leggero. È il secondo sito dell’azienda di cui sono co-fondatrice. E anche questa volta il 99% dell’implementazione e’ stato fatto da me. Con la direzione creativa di Emma. Tante volte mi sono detta che non ce l’avrei fatta e invece eccolo lí, perfettamente funzionante.
E con il sito e’ arrivato anche un nuovo ufficio vicino a Oxford Street. E un intern.

Berlino

Tornata da 10 giorni a Berlino. Berlino complessa, Berlino tranquilla, Berlino spaziosa, Berlino stratificata. A volte ruvida, a volte appassionata e disinteressata. Berlino e il suo memoriale dell’Olocausto dove si corre, ci si nasconde, ci si bacia, si fuma una sigaretta. E si ritrova il senso profondo dell’essere umani e disumani. Berlino che con il caldo scivola per le strade, nei caffè, nei giardini e nei parchi, negli angoli inaspettati, nella libertá di toccarla e viverla e pensarla. Berlino cosí diversa dalla mia Londra e per questo cosí intrigante.

10 libri in 10 giorni

Non e’ un obiettivo di lettura. Ultimamente anche riuscire a leggere un libro dall’inizio alla fine e’ diventata un’impresa eccezionale. Ma i libri restano sempre i miei migliori amici, rifugio e difesa. E cosi’ ho preso parte a una di quelle iniziative “10 X in 10 giorni. Solo la copertina, nessuna spiegazione”. I protagonisti sono i libri.
Quando avro’ finito forse scrivero’ qualcosa sul filo conduttore. Che in realta’ ha molto della serendipity, che mica li ho piu’ tutti i libri della vita, dopo decine di traslochi. Miei e della mia famiglia. Posso contare solo sui sopravissuti e su quelli incrociati per caso sulle strade del mondo. Sono al terzo giorno. Ci sono Tondelli, Calvino e Wallace. Domani si vedrá.

Sense8

La serie più bella di sempre. Alla scoperta dell’Homo Sensorium, delle connessioni che travalicano i confini, dell’amore, dell’intensitá, della capacitá di scambiare energie e competenze con altri per generare bellezza. Sense8 è una serie tv di Netflix, con una storia di produzione piuttosto particolare: girata in 13 cittá diverse, con un cast che parla inglese, senza dopppiaggi, con gli accenti e i riferimenti culturali propri di ognuno dei protagonisti. É un crocevia di culture, personalitá, luoghi e tempi. E una riscoperta del genio emotivo e intellettuale delle sorelle Wachowski. Lana e Lily. Giá, il cognome lo avete sentito. Perchè quando scrissero e diressero The Matrix erano i fratelli Wachowski. E in Sense8 per me c’è tutta la loro vita.

Più Europa

Venti di disumanitá attraversano il mondo, dagli Stati Uniti di Trump all’Italia di Salvini. Vivo nel paese della Brexit, ancora sotto shock dal referendum che ha cambiato tutto quello che essere europei significava. O che forse ci ha fatto capire cosa significa essere europei e quanto siamo in pericolo. E io continuo a cercare un rifugio politico nell’intuizione della lista che ho votato alle elezioni, Più Europa, di cui Radicali Italiani sono soggetto fondatore. Tra le cose che faccio nel poco tempo libero c’è animare questo gruppo Facebook in cui proviamo a raccogliere tutte le informazioni sull’attivitá dei deputati e consiglieri regionali eletti con Più Europa. Non è molto ma è un modo costante per costruire percorsi di informazione  politica”aggiuntiva”.

Giornalismo politico e comunicazione politica

Questa attivitá fa parte di un tema di cui sono sempre stata appassionata, ma su cui sto scervellandomi operativamente sempre di più, il giornalismo politico e il suo rapporto con la comunicazione politica. Tutta la mia analisi ruota intorno a una domanda: è possibile per giornali e televisioni e siti vari di informazione raccontare i Trump e i Salvini del mondo senza fare loro da megafono? E ancora, come è possibile dare una voce più efficace alle alternative che pur esistono? Per il momento questo di David Gillmour intitolato Cari giornalisti, smettetela di essere il megafono dei bugiardi è uno dei pezzi migliori che abbia letto.

Ecco. Direi che per questo primo mese è quasi tutto. Non so se ci sará un appuntamento agostano di “Adesso”. Ma potrebbero esserci sicuramente le fondamenta per una buona serie di post nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. O anche solo un’ancora a cui aggrapparmi se volessi ricordarmi cosa stavo combinando a luglio del 2018.

Il blog è morto? Viva il blog!

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