6 cartoline da Vancouver

Commercial Drive Vancouver
Commercial Drive – credits: VF

Sono passati due mesi da quando sono arrivata a Vancouver. Prima di scrivere qualunque considerazione sulla città mi sono presa un po’ di tempo. Non mi piace dare giudizi affrettati, perché i giudizi sono come le nuvole: basta un vento per trasformarli.

Ma dopo 57 giorni sento di poter appuntare alcuni dati di fatto fondamentali, da intendersi come le fondamenta  su cui costruire qualunque futuro ragionamento sulla mia permanenza di lungo o medio termine in questo frammento di West Coast nord americana che nella più recente classifica dell’Economist Intelligence Unit si è classificata al terzo posto, dopo Melbourne e Vienna come “città più vivibile al mondo”. 

Sei cose da sapere su Vancouver

La vita culturale non è una virtù

Nel quartiere – Kitsilano – dove vivo non ci sono librerie. Almeno, non nel raggio di una camminata di 35 minuti. Il concerto degli Xiu Xiu, la band più famosa oltre i confini canadesi, in programma nel palinsesto cittadino per il trimestre gennaio – marzo, è stato annullato a due settimane dalla data. L’ingresso al Museo di Antropologia, l’unico luogo che viene definito culturally vibrant dai miei concittadini temporanei, costa 16 dollari.

Alcuni esempi che mi hanno costretta a domandarmi più volte al giorno se e come l’accesso alla cultura sia considerato uno degli indicatori nell’elaborazione delle varie classifiche. Ho trovato un articolo di Paul James, direttore del Global Cities Institute, professore a Melbourne, intitolato Melbourne, the world’s most liveable city? Not Exactly! in cui l’autore ricorda come queste classifiche vengano soprattutto elaborate per definire gli stipendi degli staff delle multinazionali. E spiega che:

la categoria “cultura e ambiente, per esempio è costituita da nove indicatori, che pesano per un 25% sul totale. Il primo di questi indicatori riguarda l’umidità e la temperatura, e viene calcolato in base alle condizioni metereologiche medie”

Non è importante sapere quali sono le fermate di un determinato autobus

Non esiste una, e dico una, mappa dei mezzi pubblici. Scordati la rassicurante mappa della metropolitana di Londra. E scordati di vedere affissa alla pensilina di una fermata una mappa delle linee e degli intrecci dei vari mezzi del trasporto pubblico. Dimenticati anche quei pannelli in cui vedi la lista di tutte le fermate e puoi capire se quell’autobus che magari aspetti per venti minuti è quello che ti porta davvero il più vicino possibile alla tua destinazione. Molto più vivibile aspettare per venti minuti l’autobus e chiedere al conducente.

Il pannello elettronico con i tempi di attesa è un miraggio. Più facile trovare un furgoncino che vende japadog. Certo, chi vive da tempo a Vancouver ti dirà che puoi fare una telefonata al numero che vedi affisso sul cartello della fermata e sapere quanto manca all’arrivo dell’autobus. Ma questo ci porta al punto 3.

Una sim prepagata è un bene di lusso

Per avere minuti illimitati e traffico dati illimitato calcola 70 dollari al mese. Per capirci circa 45 euro. Bada bene, i minuti valgono solo nell’aerea metropolitana di Vancouver.

Incoraggiata dalla presenza di numerosissimi punti wifi gratuiti e dal fatto che il numero di telefonate da fare era limitato, all’inizio del secondo mese sono passata a un tariffa al consumo. 10 dollari mi sono durati 3 giorni. Infatti non solo si pagano 0,40 centesimi per telefonare. Ma la stessa cifra per ricevere le telefonate.

Se non hai una tuta non sei nessuno

Non ho mai visto nessuno vestito in giacca e cravatta. Le uniche due paia di Doctor Martin’s sono a casa mia. Chi mi conosce sa che non sono né una fashion victim, né una fashion blogger, ma non ho mai visto così tante scarpe da ginnastica e così tante tute in tutta la mia vita. Nemmeno quando sono andata a correre per 15 minuti alla montagnetta di San Siro.

Impari cosa significa quartiere dormitorio

Questo non vale per tutti i quartieri. Ma nei così detti suburbs e in tutto quello che non è downtown puoi provare la sensazione unica di camminare per centinaia di metri, anche un paio di chilometri, senza incontrare un bar, un negozio di alimentari, un’edicola. La maggior parte dei quartieri della città si sviluppa sotto forma di infiniti reticolati di case, intorno a una arteria principale. Su questa grande strada si trova il centro commerciale di turno, più o meno grande, più o meno diffuso. Nessuna strada ti stupirà mai con un negozietto che non ti aspettavi. Nel caso specifico di Vancouver se vuoi trovare negozi di abbigliamento (consapevole del punto precedente), di dischi, di libri scegli tra: a) Main Street, b) Commercial Drive, c) West Broadway, d) West 4th Avenue, e) South Granville Street, f) il quartiere di Gastown.

E se giri l’angolo e non trovi niente non dire che non te l’avevo detto.

E se ti domandi perché tutti ti dicono che non devi andare in East Hastings Street, ricordati che anche le città più vivibili del mondo esercitano l’indiscusso diritto di nascondere la polvere sotto il tappeto.

[Non è un video leggero]

Fai la to-do-list per bere una birra e fumarti una sigaretta

Hai fatto la spesa al supermercato, cercando di salvare fegato e stomaco da cibi surgelati e zuppe in scatola. Un fornito reparto frutta e verdura ti ha aiutata. Ci vorrebbe una birretta per la serata. Ecco, non la troverai al supermercato. Retaggio proibizionista: devi cercare il più vicino Liquor Store. Non è detto che sia vicino, non è detto che ti sia venuto in mente prima di andare a fare la spesa; non hai che da aggirarti con i sacchetti della spesa in giro per l’arteria principale del quartiere.

Sorridi solo quando il commesso ti chiede la carta di identità per verificare se hai compiuto 19 anni.

Hai bevuto il caffè americano (o il chai latte, molto meglio!) in un baretto. Ora congedati dai tuoi compagni di tavolo, metti il cappotto, esci dal locale. E conta: 1, 2, 3…6,5 passi. Questa è la distanza di sicurezza per fumare una sigaretta. Non guardare quei tavolini esterni. Non fanno per te. E cerca di ignorare lo sguardo compassionevole che ti rivolge l’anziano signore: “you are so young, and you smoke” ti dice. Nel frattempo un buon odore di canna si diffonde intorno a voi.

Ma questo è il lato interessante della storia.

“Allora che ci fai ancora lì?” Mi godo ancora per un po’ la cartolina. E penso che non mi ero mai spinta così a Ovest.

kitsilano vancouver
Kitislano Beach – credits: VF

di Virginia Fiume –

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